Martedi' 25 Aprile 2017

Convulsioni ed Epilessia nel Gatto

  • Pubblicato il:  19/05/2016
Foto Convulsioni ed Epilessia nel Gatto

Un attacco epilettico non è una malattia in sé, ma il segno di un funzionamento anomalo del cervello del gatto.

La maggior parte degli attacchi epilettici si verificano mentre il gatto è rilassato e riposa tranquillamente. Ci sono due tipologie di epilessia: parziale e generalizzata.

CRISI EPILETTICHE GENERALIZZATE

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Le crisi epilettiche generalizzate di solito sono facili da riconoscere e sono caratterizzate da un crollo improvviso, perdita di coscienza, agitazione violenta di tutti e quattro gli arti, contrazione del viso, e spesso salivazione, minzione e defecazione.

Questi segni durano all'incirca da uno a tre minuti. Prima di una crisi il gatto può mostrare cambiamenti insoliti nel comportamento, come salivazione e agitazione. Il recupero totale da uno stato epilettico può avvenire da alcuni secondi ad un paio d'ore, durante le quali il gatto può apparire disorientato, cieco e tremante.

CRISI EPILETTICHE PARZIALI
Rispetto ai cani, i gatti sono più soggetti a crisi epilettiche parziali. Queste crisi influenzano solo parte del corpo e sono molto più difficili da riconoscere.
Possono manifestarsi come eccessiva salivazione, spasmi delle palpebre o del viso, eccessiva vocalizzazione, posizione della testa anormale o movimenti strani degli arti.

Le crisi parziali possono progredire in crisi epilettiche generalizzate e possono verificarsi più volte nell'arco della giornata.
Cercate di registrare un video dell'evento e di farlo vedere al vostro veterinario per accertare se il vostro gatto è ha avuto veramente un attacco epilettico.

In situazioni in cui l'evento è vago e non si è sicuri della diagnosi, il veterinario può effettuare un elettroencefalogramma (EEG) per valutare la funzione cerebrale durante l'evento, anche se questo mezzo diagnostico è eseguito solo in pochi centri specializzati.

Che cosa è l'epilessia nel Gatto?


L'epilessia non è una malattia specifica del gatto, ma una condizione cronica caratterizzata da crisi epilettiche ricorrenti, ed è causata da un'anomalia nel cervello.

Se le crisi epilettiche si verificano a causa di un problema estraneo all'area cerebrale, per esempio per un basso livello di zuccheri nel sangue, il gatto non ha l'epilessia.

Cosa fare durante un attacco epilettico?

Anche se un attacco epilettico può essere un'esperienza sconvolgente per qualsiasi proprietario di un gatto, è importante cercare di mantenere la calma e di non interferire.

Assicurarsi che il gatto non sia rischio di ferirsi, ad esempio cadendo dalle scale o da un sedia. Quando inizia la crisi segnatevi l'orario.
La maggior parte degli attacchi si arrestano da soli dopo 1 / 3 minuti, anche se a volte la crisi permane fino ad alcune ore.

Se un attacco epilettico dura molto (più di cinque minuti), o è seguito da altri attacchi ravvicinati (convulsioni a grappolo), deve essere subito avvertito il veterinario.

Come vengono trattate le crisi epilettiche del Gatto?

Il trattamento delle crisi epilettiche dovrebbero concentrarsi principalmente sulla causa di fondo, sempre se è possibile identificarla.

Il trattamento dell'epilessia primaria consiste nella somministrazione a lungo termine di farmaci antiepilettici (spesso tutta la vita).
Alcuni di questi farmaci sono il fenobarbital, levetiracetam, zonisamide, gabapentin e pregabalin.

Il trattamento per le crisi epilettiche non cura l'epilessia, ma ha il solo scopo di alleviarne i sintomi.
Un trattamento è efficace se il gatto riduce l frequenza delle crisi di almeno il 50% e non si osservano effetti collaterali del farmaco.

E' quindi importante tenere un registro degli attacchi, specificando il numero di crisi, nonché le caratteristiche specifiche (cioè, la durata, la gravità, il tipo di sintomo osservato, ecc).

Quando il trattamento non è efficace il piano di trattamento deve essere rivalutato insieme al veterinario.

Tra le cause di una mancata risposta alla terapia antiepilettica includono:
- Diagnosi errata (le cause delle crisi non di tipo epilettico)
- Il dosaggio inadeguato di farmaci
- Resistenza al farmaco

Dato che l'epilessia primaria è una condizione che non può essere curata, è molto probabile che il gatto dovrà seguire il piano terapeutico per il resto della sua vita.
I farmaci antiepilettici non dovranno mai essere interrotti bruscamente per evitare "convulsioni da astinenza".

La riduzione del dosaggio può essere considerato solo se il gatto non ha più crisi da almeno un anno; il farmaco deve essere diminuito gradualmente gradualmente nell'arco di almeno 4-5 mesi.

Quando iniziare il trattamento antiepilettico

La decisione di iniziare il trattamento antiepilettico è ancora oggetto di controversie. I gatti con una singola crisi o con convulsioni isolate intervallate da lunghi periodi di tempo non richiedono trattamento.

Il trattamento anti-epilettico è raccomandato invece nelle seguenti circostanze:
- Quando un gatto ha più di una crisi al mese

- Quando si verificano convulsioni secondarie ad una malattia strutturale del cervello o dopo un trauma cranico (in particolare se le crisi iniziano entro la prima settimana dopo una ferita alla testa);

- Quando le crisi aumentano di frequenza o gravità.

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Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.
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