Domenica 20 Maggio 2018

Sindrome di Wobbler nel Cane: sintomi e trattamento

  • Pubblicato il:  26/02/2018
Foto Sindrome di Wobbler nel Cane: sintomi e trattamento

Cos'è la sindrome di Wobbler nel Cane, o spondilomielopatia cervicale, e quali sono le cause, i sintomi e i trattamenti? Questa malattia può essere curata? Si tratta di una malattia cronica progressiva che colpisce il midollo spinale cervicale dell'animale con conseguente deficit neurologico e disabilità.

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Cos'è la sindrome di Wobbler nel Cane?

Il termine sindrome di Wobbler nel cane riunisce vari tipi di anomalie che colpiscono il rachide cervicale. Questa sindrome è anche conosciuta come spondilomielopatia cervicale ed è una malattia che coinvolge le vertebre cervicali e i dischi intervertebrali (spondilopatia), causando una compressione secondaria del midollo spinale (mielopatia) con conseguente dolore e manifestazioni neurologiche.

La sindrome di Wobbler di solito colpisce le grandi razze (Doberman, Dalmata, Rottweiler...) e giganti (Alano, Grande Danese, Mastiff), ma ci sono stati casi diagnosticati anche tra le piccole razze come il Chihuahua e lo Yorkshire Terrier. E' stato notato che i maschi hanno un'incidenza maggiore rispetto alle femmine.

Le alterazioni degenerative della colonna vertebrale producono una compressione progressiva del midollo spinale nell'animale, causando i seguenti problemi:

  • Ipertrofia e protrusione dell'anulus fibroso solitamente associata ad una malformazione vertebrale
  • Ipertrofia del legamento flavo e del legamento dorsale longitudinale
  • Ipertrofia della membrana sinoviale e la formazione di una cisti sinoviale nella faccetta articolare
  • Stenosi del canale vertebrale
  • Malattia articolare degenerativa delle faccette articolari

Indipendente dal tipo di lesione, il risultato darà sempre una compressione, demielinizzazione e mielomia, con segni clinici associati.

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Quali sono le cause?

Le cause possono essere diverse. La genetica, la crescita troppo veloce o l'alimentazione sono fattori che possono incidere sullo sviluppo della malattia.

I fattori genetici hanno probabilmente un ruolo importante, dal momento che questa malattia è osservata in determinate razze di cani, ma non è stato stabilito un modello di ereditarietà.

La sovra-alimentazione e l'eccessiva integrazione di calcio nel primo anno di vita sono state correlate alla patologia negli alani, ma la correzione di questi fattori nutrizionali non impedisce lo sviluppo della malattia.

È stato anche ipotizzato che la conformazione della testa e del collo influenzerebbe lo sviluppo della lesione. Si ritiene che molti dei cambiamenti degenerativi osservati in questa sindrome siano il risultato dell'instabilità vertebrale.

I sintomi

La maggior parte dei cani con la sindrome di Wobbler presenta un lento insorgere di sintomi che peggiorano nel tempo (65%). Sebbene si tratti di una malattia progressiva cronica, può presentare anche un'insorgenza acuta e con segni gravi.

I sintomi più comuni della sindrome di Wobbler sono i seguenti:

  • Il cane cammina in modo strano , come se sbandasse.
  • Cammina con piccoli passi e senza appoggiarsi bene a terra.
  • Presenta una rigidità o disagio al collo.
  • È debole e sembra non avere forza nelle zampe.
  • Perde massa muscolare.
  • Ha difficoltà a alzarsi quando rimane per molto tempo sdraiato.
  • Zoppica
  • Mostra una maggiore aggressività per il dolore.

Nei casi più gravi, il cane non cammina più e ha una paralisi parziale o completa. In queste circostanze, è importante portare il cane dal veterinario il prima possibile in modo da poter eseguire alcuni test diagnostici.

L'atassia, cioè la coordinazione muscolare, inizia negli arti posteriori per poi progredire negli arti anteriori.

Il cane ha modo di camminare instabile e trema sulle zampe posteriori, trascinando i piedi. Hanno collo e testa più bassi e resistono all'estensione del rachide cervicale.

La diagnosi

Una diagnosi presuntiva della malattia viene effettuata sulla base della storia clinica e dei segni clinici e neurologici del cane. E' importante che il veterinario indirizzi il proprietario del cane da uno specialista per fare una diagnosi definitiva e , quando possibile, l'intervento deve essere eseguito da un chirurgo esperto.

Il veterinario eseguirà anche un esame del sangue completo e le analisi delle urine, e probabilmente una risonanza magnetica e alcune radiografie cervicali insieme ad una mielografia e l'analisi del liquido spinale, per vedere in che condizioni si trova la colonna vertebrale dell'animale e escludere altri disturbi o malattie infiammatorie.

Il Trattamento

Se il veterinario conferma la diagnosi della sindrome di Wobbler sul cane, potrebbe consigliarvi un trattamento a seconda di dove si trova la compressione nella colonna vertebrale e della sua gravità.

Per trattare la sindrome di Wobbler, la chirurgia è l'opzione raccomandata e viene consigliata almeno nell'90% dei casi, anche perchè si tratta di una malattia degenerativa progressiva.

Ovviamente, molti proprietari non hanno le possibilità economiche per far operare il loro cane, e in quei casi si possono provare terapie conservative (con farmaci antinfiammatori e rilassanti muscolari prescritti da un professionista), ma solo se si tratta di cani con deficit moderati.

L'agopuntura (leggi qui: Agopuntura per cani: alcuni consigli) può essere utile nel controllo del dolore in alcuni cani.

Queste procedure daranno all'animale solo un miglioramento temporaneo. In uno studio recente è emerso che il trattamento medico ha migliorato lo stato neurologico del 54% dei cani nello studio, stabilizzandone il 27%.

La riabilitazione post-chirurgica di questi cani è fondamentale per il recupero, e i loro proprietari devono essere pienamente informati delle implicazioni della riabilitazione in un paziente grande o gigante. A causa della natura cronica della malattia, il recupero di questi cani può essere luno, da 6 a 12 settimane o più. Dopo il recupero è importante evitare l'uso di collari.

È stato visto che la prognosi dei cani sottoposti a chirurgia con la tecnica di "distrazione modificata" era migliore, e circa il 90% ha avuto un miglioramento soddisfacente.

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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