Martedi' 22 Gennaio 2019

Reflusso gastroesofageo nel Gatto: sintomi, cause e cure

  • Pubblicato il:  15/12/2018
Foto Reflusso gastroesofageo nel Gatto: sintomi, cause e cure

Come gli esseri umani, anche i gatti possono soffrire di reflusso gastroesofageo, noto anche come malattia da reflusso acido o GERD. Per la maggior parte dei gatti, il reflusso gastroesofageo capita al massimo una o due volte l'anno ed è causato da boli di pelo occasionali o da irritazione gastrointestinale, ma per alcuni gatti meno fortunati si tratta di una evento quotidiano.

Molti proprietari, erroneamente, attribuiscono questo rigurgito alle "palle di pelo" o al "mangiare troppo velocemente" e pensano sia un normale comportamento felino.

Cos'è il reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo o GERD si verifica quando c'è un flusso incontrollato di liquidi gastrici o intestinali nell'esofago, il tubo che collega la gola allo stomaco.

L'acido presente nei liquidi gastrointestinali, che contiene anche pepsina, bile e altri componenti, può danneggiare il rivestimento della mucosa esofagea e causare infiammazione, una condizione chiamata esofagite.

Sintomi del reflusso gastroesofageo

In genere, i sintomi del reflusso nel gatto si manifestano come:

  • Vomito
  • Salivazione
  • Irritazione esofagea
  • Mancanza di appetito
  • Alitosi (alito cattivo)

A causa dell'irritazione dell'esofago, i gatti possono avere una deglutizione dolorosa e spesso evitano il cibo. Anche la motilità intestinale può essere influenzata e i gatti possono rigurgitare il cibo, liquidi e muco.

Cause comuni del reflusso gastroesofageo nei Gatti

Il primo passo per determinare la causa del reflusso acido del gatto è capire se si tratta di vomito o rigurgito.

RIGURGITO NEL GATTO
Il rigurgito è un processo passivo ed è piuttosto raro nei gatti. Con il rigurgito, il cibo o l'acqua vengono espulsi spontaneamente dallo stomaco, il cibo non appare digerito e non c'è presente bile (liquido giallastro). Dopo un attacco il gatto può mordere, ma non mostra segni di sofferenza prima di rigurgitare.

La maggior parte delle cause di rigurgito nei gatti sono dovute a disturbi della motilità esofagea, anche se sono rari. Nei gattini, possono essere dovuti a rare anomalie congenite, come l'ernia iatale. Il rigurgito è raro anche nei gatti più anziani, con rare eccezioni come la disautonomia felina o l'esofagite cronica che causa disturbi della motilità esofagea.

VOMITO NEL GATTO
Il vomito nei gatti è più comune. Si tratta di un processo attivo, il tipico suono "ukkk, ukk, ukkk" ed il posizionamento del corpo durante la contrazione addominale per espellere il contenuto dello stomaco.

I gatti di solito mostrano segni di nausea: leccarsi le labbra o salivazione abbondante. Il cibo può essere presente a vari livelli di digestione, così come la bile (liquido giallo).

Ci sono cause per cui un gatto vomita, per esempio una semplice palla di pelo. Per i gatti che vomitano i boli di pelo spesso, di solito c'è un problema gastrointestinale sottostante.

Nei gatti più giovani, corpi estranei (pezzi di giocattoli per gatti, corde, filo interdentale, sacchetti di plastica / involucri) sono una causa frequente di vomito e possono richiedere un intervento chirurgico per arrestare il vomito. Gatti di qualsiasi età possono sviluppare ostruzioni da corpi estranei, ma la maggior parte di loro sono di solito i gattini più giovani e più giocherelloni.

Le allergie alimentari, intolleranze e IBD (malattia infiammatoria intestinale) sono altre cause comuni di vomito nei gatti di mezza età (da 4 a 9 anni) e probabilmente uno dei motivi di vomito cronico. Purtroppo, le complicazioni della malattia infiammatoria intestinale sono evidenti, con vomito costante e malattia da reflusso acido (GERD), diarrea e perdita di peso.

La pancreatite cronica è spesso correlata alla sensibilità alimentare e ha una storia e sintomi clinici come esofagite cronica e reflusso, tranne il rigurgito.

Il linfoma gastrointestinale, purtroppo, è un tipo comune di cancro nei gatti, che può causare segni identici a IBD, GERD e pancreatite. In questi casi, prima si conferma la diagnosi, tanto più velocemente può essere iniziato il trattamento specifico.

Diagnosi del reflusso gastroesofageo

I test diagnostici possono variare, anche per costo.. Il primo passo non è un esame di laboratorio, ma un semplice cambiamento di alimentazione.

Se il gatto appare in forma e in buona salute, i veterinari iniziano con una dieta di esclusione (una dieta che combina un tipo di proteina e fibra che il gatto non ha mai mangiato prima, come la carne di cervo e piselli). Se non si osserva alcun miglioramento entro 1-2 mesi allora saranno necessari ulteriori test.

Radiografie semplici o con bario (un fluido radiopaco che evidenzia il tratto gastrointestinale) possono aiutare a delineare anomalie congenite e corpi estranei.

L'ecografia è un altro strumento diagnostico che consente di ispezionare il tratto gastrointestinale dell'animale, tra cui il pancreas, fegato, reni e linfonodi, ma può fornire una diagnosi definitiva.

Anche un esame dei tessuti prelevati dall'esofago e dal tratto gastrointestinale del gatto mediante endoscopia e biopsia possono aiutare il veterinario ad arrivare alla diganosi definitiva. Entrambe le procedure richiedono che il gatto sia in anestesia generale.


  • ENDOSCOPIA: l'endoscopia è un esame diagnostico eseguito mediante uno strumento medico dotato di una fotocamera che viene fatta passare attraverso la gola e l'esofago fino allo stomaco e nell'intestino. Speciali pinze possono prelevare campioni di tessuto da inviare a un patologo per determinare la causa del vomito.

  • BIOPSIA: le biopsie chirurgiche dello stomaco o dell'intestino possono essere eseguite da un medico veterinario esperto, spesso come parte di una chirurgia addominale esplorativa.

Bisogna sempre valutare il rischio di queste procedure invasive (reazione all'anestesia generale, scarsa rimarginazione della ferita e infezione) con i benefici delle informazioni ottenute.

Trattamento

Per gatti affetti da grave reflusso ed esofagite, linfoma avanzato o pancreatite, spesso viene posizionato un tubo di alimentazione temporaneo per fornire somministrare sostanze nutritive e farmaci.

Molti gatti possono beneficiare di alcuni farmaci gastroprotettori, come il sucralfato, una compressa che si scioglie in acqua e somministrata per via orale. La famotidina, comunemente nota come Pepcid, viene utilizzata per ridurre l'acidità gastrica nei gatti e favorire la guarigione da ulcere e da erosioni.

Stimolanti dell'appetito, come la ciproeptadina o la mirtazapina, possono essere prescritti dal veterinario per incoraggiare il gatto a mangiare.

Per il rigurgito cronico o vomito, metoclopramide o Reglan, possono contribuire ad aumentare la motilità intestinale, ridurre il senso di nausea e aiutare la chiusura dello sfintere esofageo inferiore per ridurre il reflusso e il vomito.

Gli steroidi sono spesso usati per ridurre l'infiammazione nel tratto gastrointestinale dei gatti che soffrono di IBD o per indurre la remissione nei gatti con linfoma.

Il metronidazolo, o Flagyl, è un antibiotico che viene utilizzato per ridurre l'infiammazione intestinale e ha l'ulteriore vantaggio di controllare la crescita batterica nell'intestino e l'Helicobacter intestinale.

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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