Lunedi' 6 Luglio 2020

Convulsioni ed Epilessia nel Gatto

Foto Convulsioni ed Epilessia nel Gatto

Un attacco epilettico non è una malattia in sé, ma il segno di un funzionamento anomalo del cervello del gatto. La maggior parte degli attacchi epilettici si verificano mentre il gatto è rilassato e riposa tranquillamente.


Che cos'è l'epilessia?

L'epilessia è una malattia nervosa in relazione all'elettricità cerebrale, che può causare disturbi motori o sensoriali, con la perdita di coscienza e convulsioni chiave, se la crisi è violenta.

Il termine "epilessia" deriva da una parola greca che significa "attacco a sorpresa", che descrive bene l'aspetto imprevedibile delle crisi. Un attacco epilettico è una manifestazione clinica transitoria, collegata a un'anomala attività elettrica delle cellule nervose nella corteccia cerebrale (tessuto organico che copre i due emisferi del cervello).

Ci sono due tipologie di epilessia: parziale e generalizzata.

CRISI EPILETTICHE GENERALIZZATE
Le crisi epilettiche generalizzate di solito sono facili da riconoscere e sono caratterizzate da un crollo improvviso, perdita di coscienza, agitazione violenta di tutti e quattro gli arti, contrazione del viso, e spesso salivazione, minzione e defecazione.

Questi segni durano all'incirca da uno a tre minuti. Prima di una crisi il gatto può mostrare cambiamenti insoliti nel comportamento, come salivazione e agitazione. Il recupero totale da uno stato epilettico può avvenire da alcuni secondi ad un paio d'ore, durante le quali il gatto può apparire disorientato, cieco e tremante.

CRISI EPILETTICHE PARZIALI
Rispetto ai cani, i gatti sono più soggetti a crisi epilettiche parziali. Queste crisi influenzano solo parte del corpo e sono molto più difficili da riconoscere.
Possono manifestarsi come eccessiva salivazione, spasmi delle palpebre o del viso, eccessiva vocalizzazione, posizione della testa anormale o movimenti strani degli arti.

Le crisi parziali possono progredire in crisi epilettiche generalizzate e possono verificarsi più volte nell'arco della giornata.
Cercate di registrare un video dell'evento e di farlo vedere al vostro veterinario per accertare se il vostro gatto è ha avuto veramente un attacco epilettico.

In situazioni in cui l'evento è vago e non si è sicuri della diagnosi, il veterinario può effettuare un elettroencefalogramma (EEG) per valutare la funzione cerebrale durante l'evento, anche se questo mezzo diagnostico è eseguito solo in pochi centri specializzati.

Sintomi di epilessia felina

L'unico sintomo dell'epilessia di gatto è l'attacco stesso. Detto questo, le forme assunte da quest'ultima possono variare, poiché dipendono dalla posizione e dall'estensione dell'attività elettrica anomala nel cervello dell'animale. Tuttavia, qualunque sia la sua causa e la sua forma, una crisi di epilessia procede sempre allo stesso modo, secondo uno schema preciso che è suddiviso in 3 fasi:

FASE DELL'AURA
La fase dell'aura corrisponde al momento in cui la crisi si avvicina. Il gatto mostra ansia, agitazione o qualsiasi altro segno specifico che indica che la crisi è imminente. A seconda della gravità, può durare da alcune ore a diversi giorni.

Tuttavia, nella maggior parte dei gatti, i segni sono spesso molto discreti per essere rilevati o addirittura del tutto assenti. Se presenti, in base al suo carattere, il gatto sarà o alla ricerca di un contatto costante con i suoi amici umani, oppure potrebbe isolarsi e cercare di fuggire.

ICTUS (o fase ictale)
La fase ictale è la seconda fase della crisi epilettica dei gatti e corrisponde alla crisi in sé. In altre parole, è il momento in cui inizia un'attività cerebrale anormale. Di solito dura tra 5 e 10 minuti.

FASE POST-ICTALE
Sia nell'uomo che nei gatti, la fase post-ictale è l'ultima fase dell'attacco epilettico. Corrisponde a un periodo di recupero dopo la crisi. Il gatto è di solito stanco, prostrato e confuso, e potrebbe anche mostrare segni di ansia o aggressività. A seconda della durata e della gravità della crisi, il gatto può vacillare, perdere l'equilibrio o soffrire della perdita temporanea della vista. La durata di questa fase è compresa tra pochi minuti e diversi giorni.

Cosa fare durante un attacco epilettico?

Anche se un attacco epilettico può essere un'esperienza sconvolgente per qualsiasi proprietario di un gatto, è importante cercare di mantenere la calma e di non interferire.

Assicurarsi che il gatto non sia rischio di ferirsi, ad esempio cadendo dalle scale o da un sedia. Quando inizia la crisi segnatevi l'orario.
La maggior parte degli attacchi si arrestano da soli dopo 1 / 3 minuti, anche se a volte la crisi permane fino ad alcune ore.

Se un attacco epilettico dura molto (più di cinque minuti), o è seguito da altri attacchi ravvicinati (convulsioni a grappolo), deve essere subito avvertito il veterinario.

Come vengono trattate le crisi epilettiche del Gatto?

Il trattamento delle crisi epilettiche dovrebbero concentrarsi principalmente sulla causa di fondo, sempre se è possibile identificarla.

Il trattamento dell'epilessia primaria consiste nella somministrazione a lungo termine di farmaci antiepilettici (spesso tutta la vita).
Alcuni di questi farmaci sono il fenobarbital, levetiracetam, zonisamide, gabapentin e pregabalin.

Il trattamento per le crisi epilettiche non cura l'epilessia, ma ha il solo scopo di alleviarne i sintomi.
Un trattamento è efficace se il gatto riduce l frequenza delle crisi di almeno il 50% e non si osservano effetti collaterali del farmaco.

E' quindi importante tenere un registro degli attacchi, specificando il numero di crisi, nonché le caratteristiche specifiche (cioè, la durata, la gravità, il tipo di sintomo osservato, ecc).

Quando il trattamento non è efficace il piano di trattamento deve essere rivalutato insieme al veterinario.

Tra le cause di una mancata risposta alla terapia antiepilettica includono:
- Diagnosi errata (le cause delle crisi non di tipo epilettico)
- Il dosaggio inadeguato di farmaci
- Resistenza al farmaco

Dato che l'epilessia primaria è una condizione che non può essere curata, è molto probabile che il gatto dovrà seguire il piano terapeutico per il resto della sua vita.
I farmaci antiepilettici non dovranno mai essere interrotti bruscamente per evitare "convulsioni da astinenza".

La riduzione del dosaggio può essere considerato solo se il gatto non ha più crisi da almeno un anno; il farmaco deve essere diminuito gradualmente gradualmente nell'arco di almeno 4-5 mesi.

Quando iniziare il trattamento antiepilettico

La decisione di iniziare il trattamento antiepilettico è ancora oggetto di controversie. I gatti con una singola crisi o con convulsioni isolate intervallate da lunghi periodi di tempo non richiedono trattamento.

Il trattamento anti-epilettico è raccomandato invece nelle seguenti circostanze:
- Quando un gatto ha più di una crisi al mese

- Quando si verificano convulsioni secondarie ad una malattia strutturale del cervello o dopo un trauma cranico (in particolare se le crisi iniziano entro la prima settimana dopo una ferita alla testa);

- Quando le crisi aumentano di frequenza o gravità.

Conclusioni

L'epilessia felina colpisce circa il 2% dei gatti e può interessare animali di tutte le razze ed età.

Il trattamento differisce in base alla causa che ne è all'origine. Se si tratta di un'epilessia idiopatica, il trattamento è generalmente farmacologico e può essere prescritto a vita senza. In altri casi, il trattamento chirurgico o farmacologico dipende dalle lesioni o da qualsiasi altra disfunzione dell'organismo del gatto.

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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