Mercoledi' 20 Ottobre 2021

Rabbia del Gatto e come curarla

  • Pubblicato il:  07/10/2020

La rabbia è una malattia mortale causata da un virus che attacca il sistema nervoso. Il virus viene secreto nella saliva ed è in genere trasmesso a persone e animali tramite il morso di un animale infetto. Una volta comparsi i sintomi della malattia, la rabbia è quasi sempre fatale sia negli animali che nell’uomo.


La maggioranza dei sintomi clinici è legata ad una disfunzione del sistema nervoso centrale e periferico provocata dal virus, che è in grado di scatenare notevoli alterazioni del sistema nervoso e del comportamento, come ad esempio episodi di aggressività, agitazione e atassia.

“La comparsa improvvisa di qualsiasi tipo di comportamento aggressivo non giustificato nel gatto deve essere considerata estremamente sospetta”.

Sintomi

Inizialmente si hanno variazioni caratteriali. Il gatto malato di rabbia inavvicinabile e aggressivo può divenire docile, mentre quello affettuoso e socievole può divenire aggressivo. C’è la tendenza dei soggetti a nascondersi in luoghi scuri, appartati in stato anoressico con temperatura subfebbrile. Si rendono evidenti successivamente fenomeni allucinativi.



In questa prima fase della rabbia può essere osservato un modesto strabismo, movimenti oscillatori e talvolta rotatori dei globi oculari. Sulla cute, nel punto della ferita o del morso può comparire prurito intenso.

Tale sintomo, non sempre presente, può essere così accentuato da portare il gatto a procurarsi gravi lesioni. Il gatto presenta un bisogno eccessivo di mangiare qualsiasi cosa a causa della mancanza del senso della sazietà e del gusto, giungendo ad ingurgitare qualsiasi oggetto (sassi, chiodi, vetro, legno, carta, ecc.).

Vi è poi sete intensa ma per la paralisi del laringe l’animale è incapace di deglutire. Vi è abbondante produzione di saliva e perdita della medesima. Sempre a causa della paralisi faringo-laringea la voce subisce delle modificazioni e il miagolare diventa rauco. Nel 25% dei casi di gatti rabidi si manifestano stati di notevole eccitamento che possono essere di breve durata ma possono durare anche 5 ore e ripetersi dopo momenti di tranquillità.

In questa fase il gatto presenta un aspetto arrruffato, morsica e graffia qualunque cosa gli si ponga davanti e percorre, se non fermato, lunghe distanze. Segue successivamente una paresi generalizzata che si evidenzia con debolezza delle zampe e della coda, ptosi delle palpebre, talvolta della lingua oltre che della mandibola e persistente difficoltà alla deglutizione.

Gli occhi presentano dilatazione delle pupille, strabismo, procidenza della terza pal­pebra.

Come fatto finale il respiro si fa difficoltoso ed interviene la paresi dei muscoli respiratori, Il decorso della malattia è difficilmente superiore alle due settimane, di nor­ma la morte avviene cinque giorni dopo la comparsa dei sintomi nervosi.


Diagnosi

La diagnosi clinica della Rabbia non è facile nel soggetto in vita, sono quindi necessari esami di laboratorio. L’esame istologico fatto sul materiale cerebrale non sempre è attendibile.

L’immunofluorescenza è quella metodica di laboratorio che rivela la presenza del virus fin dal primo momento che questo in­vade il sistema nervoso centrale, quindi essa è considerata un’ottima indagine di laboratorio.

Profilassi

È volta a prevenire l’infezione nell’uomo. Il gatto sospetto di rabbia non viene soppresso ma isolato in un box sicuro per almeno dieci giorni e controllato sia da un punto di vista sintomatico che con esami di laboratorio. Il gatto affetto da rabbia raramente vive oltre cinque giorni dalla comparsa dei sintomi nervosi.

I vaccini attualmente a disposizione sono sufficienti a stimolare l’organismo, a produrre anticorpi nei confronti dell’infezione rabida. Il vaccino oggi comunemente usato è costituito da virus vivo.

Attenzione !! Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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